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	<title>lavoro pubblico Archives - Farecontrattazione</title>
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		<title>Apprendistato e lavoro pubblico: il nodo della contrattazione collettiva*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Tiraboschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 06:48:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti home]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[contratto collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Michele Tiraboschi</p>
<p>The post <a href="https://farecontrattazione.adapt.it/apprendistato-e-lavoro-pubblico-il-nodo-della-contrattazione-collettiva/">Apprendistato e lavoro pubblico: il nodo della contrattazione collettiva*</a> appeared first on <a href="https://farecontrattazione.adapt.it">Farecontrattazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bollettino ADAPT 3 febbraio 2025, n. 5</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p class="atext"><strong>È da quasi trent&#8217;anni che il legislatore italiano tenta, senza esiti concreti, di estendere l&#8217;applicazione del contratto di apprendistato anche nel settore pubblico quale canale privilegiato di ingresso dei giovani nelle pubbliche amministrazioni e leva per la costruzione di nuove competenze e professionalità</strong>. L&#8217;idea di rendere operativo l&#8217;apprendistato in tutti i settori &#8211; compreso dunque il settore pubblico &#8211; si trova già nella legge Treu del 1997. Ulteriori tentativi sono stati fatto con la legge Biagi e soprattutto con il Testo Unico dell&#8217;Apprendistato del 2011. Un ulteriore tentativo è stato infine fatto dieci anni fa con il Jobs Act che affida a un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri il compito di definire i necessari passaggi tecnici anche alla luce delle regole costituzionali di accesso al lavoro pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nonostante questi plurimi tentativi, l&#8217;apprendistato nella Pubblica Amministrazione italiana rimane una chimera. Per fare una comparazione con altri Paesi a noi vicini, per ordinamento giuridico e cultura, basti ricordare che in Francia sono stati sottoscritti nel 2023 ben 25.609 contratti di apprendistato con amministrazioni pubbliche, con un andamento crescente dal 2013 a oggi, pari al 3% del totale degli apprendistati attivi</strong>. Nel settore pubblico francese l&#8217;apprendistato cresce in misura maggiore (+9%) che in quello privato (+1%), rispetto all&#8217;anno precedente, con una collocazione prevalente, pari al 60%, nelle amministrazioni locali, il 29% nelle amministrazioni statali e il restante nella sanità o imprese pubbliche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È merito del Ministro della Funzione Pubblica Paolo Zangrillo lo sforzo di aver avviato, in tempi recenti, un nuovo tentativo di ricorso al contratto di apprendistato come occasione unica per ringiovanire e accelerare il processo di innovazione e di digitalizzazione della pubblica amministrazione</strong>. Tuttavia, le sperimentazioni avviate prima con la tardiva attuazione del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80 e poi con il decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44 non hanno prodotto i risultati sperati, coinvolgendo un numero esiguo di giovani. Parliamo di meno di 100 posizioni contrattuali in totale che sono state formalmente attivate seppure non si conoscano gli esiti pratici e se questi apprendisti sono ancora dentro la pubblica amministrazione. Queste iniziative sono state caratterizzate da ritardi applicativi e da un impianto giuridico che non rispecchia l&#8217;essenza dell&#8217;apprendistato, operando in deroga al regime ordinario e mancando di un adeguato raccordo con il sistema scolastico, universitario e, soprattutto, con la contrattazione collettiva del settore pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La sperimentazione del 2021, ad esempio, ha portato all&#8217;attivazione di soli 20 rapporti di apprendistato, tutti nell&#8217;ambito di programmi di dottorato di ricerca</strong>. Quella del 2023 ha messo a bando appena 75 posizioni, molte delle quali non rappresentano veri e propri contratti di apprendistato, ma si configurano come borse di studio o periodi di tirocinio presso le amministrazioni, senza l&#8217;attivazione di un rapporto di lavoro stabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non si tratta solo di una mancata attuazione, ma di un problema di metodo e di sistema. L&#8217;apprendistato è stato ridotto a un mero strumento di inserimento occupazionale, perdendo la sua dimensione formativa e sistemica</strong>. La sua funzione di raccordo tra domanda e offerta di lavoro è stata trascurata, così come la necessaria interazione con gli standard professionali previsti dalla contrattazione collettiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le amministrazioni hanno attivato questi contratti con un approccio frammentato e privo di una reale finalizzazione alla costruzione di percorsi professionali. La formazione, elemento cardine dell&#8217;apprendistato, risulta assente o marginale nei bandi</strong>. Non si è registrata alcuna reale volontà di integrare l&#8217;apprendistato in un sistema strutturato di ingresso nel settore pubblico. Piuttosto è evidente il tentativo di reperire personale attraverso strumenti contrattuali che si avvicinano più a tirocini o contratti a termine che a veri contratti di apprendistato. In alcuni bandi, non a caso, si parla di indennità anziché di retribuzione degli apprendisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La mancata partecipazione della contrattazione collettiva, che sarebbe stata essenziale per definire inquadramenti e percorsi professionali coerenti con il sistema pubblico, ha contribuito al fallimento delle sperimentazioni</strong>. Anche l&#8217;inquadramento professionale degli apprendisti è stato incoerente con la natura dell&#8217;apprendistato stesso: le posizioni bandite si riferivano già a categorie legali e professionali &#8220;piene&#8221;, come quella di funzionario, dimenticando però che l&#8217;apprendistato è innanzitutto un percorso per costruire e raggiungere una qualifica contrattuale e non tanto un contratto di ingresso per un lavoratore con una professionalità già compiuta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A oltre venticinque anni dai primi tentativi, la lezione è chiara: non è sufficiente introdurre l&#8217;apprendistato nella pubblica amministrazione con norme sperimentali e derogatorie</strong>. Serve un approccio strutturale che lo integri pienamente nel sistema di reclutamento pubblico, con il necessario coinvolgimento della contrattazione collettiva e un chiaro riferimento agli standard professionali. Solo così l&#8217;apprendistato potrà rappresentare una opportunità reale per la modernizzazione della Pubblica Amministrazione e non restare un esperimento fallimentare. L&#8217;auspicio è che siano le parti negoziali a farsi carico di questa urgenza stabilendo i necessari raccordi di sistema tra apprendistato e famiglie professionali. Solo così le prossime sperimentazioni potranno dare qualche risultato tangibile.</p>
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<p><strong><span style="color: #0000ff;"><em><a style="color: #0000ff;" href="https://moodle.adaptland.it/mod/page/view.php?id=2857" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Michele Tiraboschi</a></em></span></strong></p>
<p>Università di Modena e Reggio Emilia</p>
<p><a href="https://twitter.com/michetiraboschi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em><img decoding="async" src="https://www.bollettinoadapt.it/wp-content/uploads/2023/09/X-square-white-2-2.png" alt="Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è X-square-white-2-2.png" />@MicheTiraboschi</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*pubblicato anche su <em>Contratti &amp; contrattazione collettiva</em>, n. 4/2025</p>
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