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	<title>progetto UE Archives - Farecontrattazione</title>
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		<title>Rischi psicosociali e benessere dei dipendenti: i risultati di un progetto sulla salute mentale nel settore metalmeccanico in Italia</title>
		<link>https://farecontrattazione.adapt.it/rischi-psicosociali-e-benessere-dei-dipendenti-i-risultati-di-un-progetto-sulla-salute-mentale-nel-settore-metalmeccanico-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Altilio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 08:50:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti home]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiara Altilio</p>
<p>The post <a href="https://farecontrattazione.adapt.it/rischi-psicosociali-e-benessere-dei-dipendenti-i-risultati-di-un-progetto-sulla-salute-mentale-nel-settore-metalmeccanico-in-italia/">Rischi psicosociali e benessere dei dipendenti: i risultati di un progetto sulla salute mentale nel settore metalmeccanico in Italia</a> appeared first on <a href="https://farecontrattazione.adapt.it">Farecontrattazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bollettino ADAPT 17 marzo 2025, n. 11</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’ambito di un progetto co-finanziato dall’Unione Europea, <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.adapt.it/incremental/">“IncreMe(n)tal &#8211; Increasing Metalworkers’ representatives’ Awareness and Skills on Mental Health Protection &amp; Promotion in the Workplace”</a> </span>un gruppo di ricercatrici di Fondazione ADAPT e ADAPT sta indagando il <strong>tema della salute mentale dei lavoratori e delle lavoratrici nel settore metalmeccanico in Italia,</strong> insieme a un gruppo di esperti a cui è affidato l’approfondimento dello stesso tema in altri 6 paesi <em>target</em> (Belgio, Irlanda, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il progetto</strong>, coordinato dalla FIM-CISL, vede la partecipazione di diversi enti di ricerca, università e parti sociali e<strong> mira a fornire una formazione di qualità ai sindacalisti e ai rappresentanti dei lavoratori nell&#8217;industria metalmeccanica nei 7 paesi target e a livello transnazionale.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>È già disponibile online un primo <em>report</em> che sintetizza i risultati delle attività di ricerca documentaria e sul campo condotte nel primo anno di progetto,</strong> con un <em>focus</em> proprio sul contesto italiano <em>(</em><a href="https://www.adapt.it/wp-content/uploads/2025/03/NH_Italy_ITA_V10325_DEF.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em><span style="color: #0000ff;">Deliverable 2.1. “National Highlight – Italia”)</span>.</em></a> In particolare, il <em>report</em> dà conto sia del <strong>contesto normativo e teorico di riferimento </strong>in materia di rischi psicosociali, organizzazione del lavoro e salute mentale dei dipendenti, sia di quanto emerso dalla<strong> somministrazione di un questionario a 35 lavoratori e lavoratrici e la conduzione di interviste a 5 rispondenti</strong> (due rappresentanti dei lavoratori a livello aziendale, uno a livello nazionale e due rappresentanti aziendali del dipartimento risorse umane)<strong> impiegati nel settore metalmeccanico</strong>. La ricerca sul campo, strutturata coerentemente al quadro di riferimento delineato a livello europeo <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://osha.europa.eu/it/themes/psychosocial-risks-and-mental-health/research" target="_blank" rel="noopener">dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)</a> e dalla <a style="color: #0000ff;" href="https://www.eurofound.europa.eu/en/topic/psychosocial-risks" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff;">Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound)</span></a> </span>in materia di rischi psicosociali, ha consentito di <strong>verificare i risultati della ricerca <em>desk</em> effettuata.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Prima di dare conto di alcuni risultati, occorre anzitutto chiarire quali sono <strong>i fattori associati al lavoro che possono generare un peggioramento del benessere dei dipendenti</strong>. Riprendendo il <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.eurofound.europa.eu/it/publications/2023/rischi-psicosociali-il-benessere-dei-lavoratori-insegnamenti-della-pandemia-di" target="_blank" rel="noopener">framework teorico definito a livello europeo all’Eurofound</a></span>, i fattori che hanno un effetto negativo sulla salute mentale e fisica dei dipendenti sono legati a quegli aspetti del lavoro che richiedono uno sforzo della persona che comporta con un costo fisico, psicologico e sociale (c.d.“<em>Job stressors</em>”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attraverso il questionario, è stato chiesto ai rispondenti <strong>qual è il livello di importanza associato ai diversi </strong><em>job stressors</em> che hanno potenzialmente un effetto negativo sulla salute mentale e sul benessere dei dipendenti.</p>
<p><strong>Secondo circa un terzo</strong> <strong>dei rispondenti al questionario, tutti i fattori di rischio correlati al lavoro inclusi nell’indagine sono almeno moderatamente importanti nelle loro aziende/nel settore metalmeccanico</strong>.</p>
<p><strong>Per oltre il 40% degli intervistati</strong> <strong>alcuni</strong> fattori di rischio <strong>sono molto importanti</strong>, <strong>come la scarsa comunicazione all’interno dell’azienda e la percezione di azioni discriminatorie</strong> alla luce di determinate caratteristiche personali che portano all’adozione di comportamenti sfavorevoli. <strong>Secondo quasi la metà degli intervistati (46%), le preoccupazioni finanziarie e l’interferenza tra lavoro e vita privata sono fattori di rischio psicosociale particolarmente importanti</strong>. <strong>Secondo l’85% degli intervistati, avere difficoltà a trattare certi argomenti con un i propri superiori e colleghi rappresenta un fattore importante che incide negativamente sul benessere dei lavoratori</strong>, così come incidono negativamente – secondo circa l’80% dei rispondenti – molestie, violenze, abusi, in generale, la presenza di atteggiamenti e azioni discriminatorie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il 35% dei rispondenti ha valutato il benessere mentale generale nella propria organizzazione come scarso, il 31% come buono e il 23% come accettabile</strong>.  Quasi la metà dei rispondenti al questionario, inoltre,<strong> ritiene che l&#8217;ambiente di lavoro abbia un&#8217;influenza piuttosto forte sul benessere e sulla salute mentale (46%).</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda <strong>le azioni per la prevenzione e la gestione dei rischi psicosociali, è stato chiesto ai partecipanti quali sono le iniziative concretamente intraprese</strong> nelle aziende o più in generale nel settore di appartenenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <strong>risultati mostrano che i rischi psicosociali sono oggetto di specifiche politiche nel 42% dei casi. Tuttavia, una percentuale pressoché analoga (38%) si registra in direzione opposta.</strong> <strong>Le azioni più frequentemente affrontate nelle <em>policy</em> aziendali sono quelle contro i comportamenti sociali avversi (62%), le discriminazioni (42%)</strong>. <strong>Gli effetti negativi generati da un&#8217;organizzazione del lavoro inefficiente, </strong>ad esempio carichi di lavoro eccessivi, orari di lavoro non socievoli e interferenze negative tra lavoro e vita personale/familiare<strong>, sono raramente presi in considerazione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La presenza di fattori di <em>stress</em> lavoro-correlati nel contesto organizzativo può essere rintracciata attraverso la rilevazione di alcuni sintomi e/o segnali. </strong>Da questo punto di vista, <strong>l’indagine ha individuato tra i più comuni: <em>stress</em> (19%), <em>burnout</em> (14%), ansia e presentismo (13%) ed esaurimento (12%). </strong>Secondo il 65% dei partecipanti, questi<strong> sintomi sono sperimentati in particolare dai lavoratori appartenenti a gruppi di lavoratori più vulnerabili, </strong>in particolare coloro con condizioni contrattuali precarie (75%) e le donne (69%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante l’incremento dell’attenzione al tema della salute mentale a seguito della pandemia di COVID-19, tuttavia, la<strong> mancanza di consapevolezza sul tema a livello aziendale è stata individuata come un ostacolo alla prevenzione e gestione dei rischi psicosociali dagli intervistati, sia sul versante aziendale che sindacale.</strong> <strong>Un ulteriore ostacolo è lo stigma, </strong>visto che molti lavoratori non parlano dei loro problemi per <strong>paura di essere giudicati o penalizzati nella loro carriera</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per comprendere meglio quali azioni ed eventi rappresentano una minaccia per la salute mentale e l’integrità psicofisica dei lavoratori, è stata poi approfondita la percezione dei rispondenti con riferimento a fatti, atti e atteggiamenti discriminatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I dati raccolti mostrano che <strong>un terzo dei rispondenti ritiene che i lavoratori siano leggermente esposti a molestie (sessuali/verbali/di genere</strong>). Il 40% afferma che i lavoratori sono leggermente esposti a bullismo e quasi la metà (48%) ritiene che vi sia anche una leggera esposizione a minacce. <strong>Un’esposizione moderata è registrata in relazione all’abuso verbale (36%) mentre un quinto dei rispondenti afferma che è presente anche in relazione a molestie e bullismo.</strong> Tuttavia, <strong>quasi nessuno dei comportamenti considerati sarebbe estremamente diffuso</strong>, tanto che si registrano percentuali prossime allo zero per il livello massimo di esposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Attraverso il questionario è stato poi chiesto se nelle aziende sono presenti dei fattori che invece supportano i dipendenti nel contrastare la presenza di fattori legati al lavoro che generano un impatto negativo sulla salute </strong>(c.d. “<em>Job Resources</em>”<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>). Sul punto, <strong>i dati </strong>mostrano <strong>la disponibilità delle risorse lavorative risulta inferiore al 50% per 13 delle 14 categorie analizzate.</strong> L’unica eccezione riguarda la retribuzione adeguata, che il 57% degli intervistati considera disponibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Più in generale, dalla ricerca condotta emerge che il<strong> tema della salute mentale è probabilmente ancora difficile da gestire a livello aziendale.</strong> Il <strong>42% dei rispondenti ritiene che la cultura aziendale a supporto della salute mentale dei dipendenti sia scarsa e il 29% ritiene che sia molto scarsa.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per migliorare la cultura aziendale in merito all&#8217;importanza della salute mentale e del benessere dei dipendenti, è necessario aumentare la consapevolezza relativamente ai rischi psicosociali, secondo ben l&#8217;83% degli intervistati.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò è particolarmente importante soprattutto se si considera che i nuovi modelli organizzativi possono avere una significativa incidenza sulla salute mentale dei lavoratori. Ad esempio, le connessioni tra <strong>digitalizzazione e salute mentale</strong> risultano particolarmente evidenti:<strong> i rischi psicosociali più frequentemente menzionati da parte degli intervistati sono infatti la ridotta interazione sociale </strong>(in particolare legata al lavoro da remoto)<strong> e l’eccessiva porosità tra vita privata e lavorativa.</strong> Le interviste evidenziano anche la rilevanza di questioni come l’<strong>aumento dell’orario di lavoro</strong>, la <strong>difficoltà nel chiedere supporto ai colleghi</strong>, il crescente <strong>senso di inadeguatezza</strong> correlato alla necessità di un continuo <strong>aggiornamento delle competenze digitali</strong> e i <strong>ritmi di lavoro</strong> sempre più frenetici.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Nel <em>report</em> viene altresì approfondito il <strong>ruolo delle parti sociali nell’affrontare la tematica dei rischi psicosociali sul posto di lavoro.</strong> Dalla ricerca sul campo è emerso, da un lato, che <strong>attualmente la salute mentale sembra non ricoprire un ruolo centrale nelle agende dei sindacati. </strong>Invero, il benessere dei dipendenti e la salute mentale sono temi oggi menzionati solo in relazione a questioni quali l’equilibrio tra lavoro e vita privata o il diritto alla disconnessione. Dall’altro lato, invece, è emerso che la <strong>contrattazione collettiva è considerata uno strumento fondamentale per la tutela della salute mentale dei lavoratori.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, i risultati descritti nel <em>report</em> consentono di evidenziare <strong>due questioni principali</strong>. La prima è la necessità di fare <strong>luce sul ruolo attuale e potenziale della contrattazione collettiva per sostenere il benessere dei dipendenti.</strong> Ciò ha portato a <strong>indagare sia sulle misure riconosciute</strong> a livello nazionale, ad esempio attraverso l’assistenza sanitaria integrativa, sia a livello aziendale, attraverso la rilevazione di buone pratiche aziendali provenienti dal settore metalmeccanico e che sviluppano diverse strategie proprio in tema di benessere e salute mentale dei dipendenti. <strong>La seconda questione afferisce invece alla necessità di promuovere la diffusione di una cultura maggiormente sensibile al tema della salute mentale, anche in ambito sindacale</strong>. Da questo punto di vista, la formazione che verrà sviluppata nell’ambito del progetto <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.adapt.it/incremental/" target="_blank" rel="noopener">IncreMe(n)tal</a></span>, sia a livello nazionale che transnazionale, può essere utile per fare un passo avanti in questa direzione.<a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://moodle.adaptland.it/mod/page/view.php?id=26190" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Chiara Altilio</em></strong></a></span></p>
<p>PhD Candidate ADAPT – Università di Siena</p>
<p><em><a href="https://twitter.com/Virgil11Valeria" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" src="https://www.bollettinoadapt.it/wp-content/uploads/2023/09/X-square-white-2-2.png" /></a><a href="https://mobile.twitter.com/chialtilio" target="_blank" rel="noopener">@chialtilio</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Sono considerati “<em>job stressors</em>” ovvero fattori di rischio i seguenti: a) Comportamenti sociali negativi (abuso verbale o minacce, bullismo, molestie o violenza); b) Scarsa comunicazione all’interno dell’organizzazione c) Scarsa cooperazione all’interno dell’organizzazione; c) Paura di perdere il lavoro; d) Richieste emotive (dover affrontare superiori, colleghi difficili, ecc.); e) Orari di lavoro antisociali (lavorare molte ore, di notte, con breve preavviso o nel proprio tempo libero); f) Carichi di lavoro eccessivi (volume di lavoro molto alto da gestire); g) Discriminazione (trattamento sfavorevole o ingiusto sul lavoro in base a determinate caratteristiche); h) Preoccupazioni finanziarie (capacità di sbarcare il lunario della propria famiglia); i) Interferenza lavoro-vita privata (preoccuparsi del lavoro quando non si lavora, sentirsi troppo stanchi dopo il lavoro per fare lavori domestici o avere difficoltà a concentrarsi sul lavoro a causa di responsabilità familiari). Cfr. L. Szekér et al., <em>Psychosocial risks to workers&#8217; wellbeing: lessons from the Covid-19 pandemic</em>, Eurofound Research Report, 2023.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Sono individuate come “<em>job resources</em>”: a) Opportunità di carriera; b) Retribuzione adeguata; c) Orari di lavoro flessibili; d) Supporto da parte del management; e) Partecipazione organizzativa; f) Riconoscimento; g) Utilizzo delle competenze, h) Supporto sociale; i) Autonomia nello svolgimento delle mansioni; l) Importanza delle mansioni; m) Opportunità di formazione; n) Fiducia; o) Voce; p) Conciliazione vita-lavoro. Cfr. L. Szekér et al., <em>Psychosocial risks to workers&#8217; wellbeing: lessons from the Covid-19 pandemic</em>, Eurofound Research Report, 2023.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a href="https://farecontrattazione.adapt.it/rischi-psicosociali-e-benessere-dei-dipendenti-i-risultati-di-un-progetto-sulla-salute-mentale-nel-settore-metalmeccanico-in-italia/">Rischi psicosociali e benessere dei dipendenti: i risultati di un progetto sulla salute mentale nel settore metalmeccanico in Italia</a> appeared first on <a href="https://farecontrattazione.adapt.it">Farecontrattazione</a>.</p>
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